GIULIO FERRARIO: IL COSTUME ANTICO E MODERNO DI TUTTI I POPOLI

A cura di Francesco Braschi e Pierfrancesco Fumagalli

13 febbraio – 14 maggio 2017

Pinacoteca Ambrosiana vetrine sala 2 e 3

Giulio Ferrario, IL COSTUME ANTICO E MODERNO DI TUTTI I POPOLI
Dell’Asia. Volume II, Milano, 1819 – L’INDIA DI QUA DAL GANGE, Festa della Dedicazione dei Templi, p. 164

Giulio Ferrario (1767-1847), erudito e letterato milanese, fu attivo protagonista della vita culturale italiana durante il fervido periodo che precedette e accompagnò il Risorgimento. Compiuti gli studi di diritto civile e canonico entrò nel clero secolare e si dedicò a ricerche di bibliografia e antichistica. Nel 1802 fu assunto alla Biblioteca di Brera, di cui divenne Direttore nel 1834. Tra i suoi impegni di letterato editore si ricordano l’iniziativa della Società tipografica dei classici italiani ed altre pubblicazioni di alta cultura. Dette alle stampe tra l’altro opere sulle incisioni, sul teatro e sull’architettura, collaborando ai costumi per il Teatro alla Scala. Gli fu d’aiuto il fratello minore Vincenzo (1768-1844) il quale, oltre che impegnato nella vita politica, fu egualmente dedito a imprese editoriali sia in epoca napoleonica che durante la restaurazione asburgica.

Negli anni dal 1817 al 1834 pubblicò con alterna fortuna il monumentale Costume antico e moderno. Storia del governo, della milizia, della religione, delle arti, scienze ed usanze di tutti i popoli antichi e moderni provata con monumenti dell’antichità e rappresentata con gli analoghi disegni, opera che uscì anche a fascicoli, in Milano, poi edita in 21 volumi.

Per molti aspetti, con quest’operazione editoriale Ferrario si può considerare un erudito innovatore, erede della tradizione umanistica e rinascimentale, e contemporaneamente attento ad analoghe iniziative che andavano sorgendo in Europa, facendosi così antesignano nella divulgazione di opere di geografia, etnografia e cultura generale, del genere di quelle oggi edite da De Agostini o dal National Geographic. La fortuna che incontrò il Costume antico e moderno fu dovuta a una riuscita fusione di enciclopedismo ottocentesco con le nuove istanze educative e di intrattenimento della società colta dell’epoca, presa dal gusto per l’esotismo e l’orientalismo che andava diffondendosi sempre più.

Quattordici dei volumi che costituiscono questa immensa impresa editoriale si possono ora ammirare nelle vetrine delle sale 2 e 3 della Pinacoteca Ambrosiana.

Pinacoteca Ambrosiana
Vetrine sala 2 e 3
13 febbraio -  14 maggio 2017
Ingresso incluso nel biglietto del museo